AISLA, il convegno su "dichiarazione anticipata di trattamento"

Sì è svolto nei giorni scorsi presso il Polo Universitario dell’Asl, nell’Ex Ospedale “Di Summa”

un interessante convegno sulla Dat, ossia la dichiarazione anticipata di trattamento. Il convegno è stato organizzato dall’Associazione AISLA (Ass. Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), la cui referente per la provincia di Brindisi è la dott.ssa Maria Rosaria Passaro. Dopo l’apertura dei lavori affidato alla dott.ssa Giuseppina Scarano, responsabile dei Servizi Socio Sanitari è intervenuta la dott.ssa Daniela Cattaneo, medico palliativista, consulente di AISLA.

Conosciuta anche come “testamento biologico o di vita” è un’espressione della volontà da parte di una persona (fornita in condizioni di lucidità mentale) riguardo che le terapie che intende o non intende accettare, nel caso in cui dovesse trovarsi nell’incapacità  di esprimere il proprio diritto i acconsentire o meno alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche celebrali irreversibili o invalidanti. Malattie eseguite con trattamenti permanenti, come macchine o sistemi artificiali, che impediscono una pur minima vita di relazione.

Un argomento che qualche mese fa ha fatto discutere tanto nel nostro Paese con la storia del dj 39enne Fabiano Antoniani, in arte “Fabo” che ha deciso di spostarsi in Svizzera per scegliere la strada della “dolce morte”. “Fabo” era rimasto cieco e tetraplegico in seguito ad un gravissimo incidente stradale e viveva bloccato in un letto.

Afferma l’AISLA in una nota “Solo la persona malata, di fatto, può valutare se gli interventi sanitari che vengono proposti sono proporzionati alla propria condizione e quindi non lesivi della propria dignità e della propria concezione di qualità della vita.

Diventa quindi rilevante da un lato il dovere del sanitario di informare il malato e di ottenere il suo consenso o dissenso alle procedure, e dall’altro il diritto del malato di decidere a quale trattamento sanitario sottoporsi o non sottoporsi.

Ma se la competenza sanitaria nella cura e nell’assistenza della persona malata così come la disponibilità dei mezzi sono i presupposti perché il malato possa esercitare la sua volontà, tutti i mezzi (gli ausili, la PEG, la NIV, la tracheostomia, i trattamenti palliativi di fine vita) devono essere prospettati e resi disponibili.

La persona malata può però ad un certo momento della sua storia considerare che i mezzi dapprima accettati possano non essere più adeguati alla sua condizione”.